La digestione mancata

scritto da luisa-s
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La crudeltà alberga nello stomaco
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Testo: La digestione mancata
di luisa-s

Non sempre la lama nasce dal gusto del sangue
più spesso è un grido che non ha trovato voce.  
Un dolore troppo antico, troppo vicino al vuoto,  
si gonfia nel petto fino a spezzare le pareti  
e cerca un altro corpo dove riversarsi,  
come un fiume in piena che travolge l’argine più vicino.

L’altro non è persona, in quel momento  
è solo un sacco, un pozzo, un contenitore cieco  
dove gettare ciò che dentro brucia e non ha nome.  
Non è odio lucidato a specchio,  
è disperazione muta,  
un bambino terrorizzato che urla  
senza sapere di urlare.

Bion li chiamava elementi beta  
frantumi di sensazione, schegge di terrore  
che vagano in cerca di una mente capace  
di prenderli in braccio, di cuocerli piano,  di renderli pensabili, vivibili, umani.  

Quando quella mente manca – fuori o dentro –  
i frantumi diventano proiettili.  
La crudeltà è il fallimento di una digestione  
che non è avvenuta.

Per questo non la si cura con il dito puntato,  
né con il sermone, né con la condanna.  
La si cura offrendo uno spazio  
dove il dolore possa finalmente posarsi  
senza distruggere chi lo porta.

Solo ciò che trova casa dentro  
smette di cercare casa fuori,  
con le mani sporche di sangue altrui.

E allora, piano,  
il sacco diventa persona,  
il pozzo diventa specchio,  
e il grido – finalmente ascoltato –  
impara a diventare parola.

La digestione mancata testo di luisa-s
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